DNA e ANTI INVECCHIAMENTO


IL TEST, NEL DETTAGLIO Il test nasce dall’evidenza scientifica che indagando specifiche sequenze del nostro DNA ed applicando le opportune strategie per contrastare l’espressione di determinati polimorfismi, si riesce a minimizzarne gli effetti del tempo che passa nel lungo periodo. Tali studi hanno portato oggi a conoscere gli alimenti che possono contribuire sia positivamente, sia negativamente, a determinare l’ invecchiamento. Le strategie di dermocosmesi tradizionali, pensate per contrastare gli aspetti visibili del processo d’ invecchiamento, pur utilizzando dei principi attivi efficaci ed affidabili, non tengono in considerazione che questo processo è finemente ed in gran parte regolato dal DNA. La genetica, invece, ci permette oggi di capire se avremo un invecchiamento più o meno precoce della pelle, se siamo più o meno sottoposti all’azione nociva del sole ed altre problematiche correlate all’età. Sulla base dei risultati viene fornita una lista di alimenti di cui è consigliato aumentare o diminuire il consumo, ed una dieta di cinque pasti giornalieri su dieci giorni, per iniziare da subito la propria alimentazione nutrigenetica personalizzata.

Quando si parla di anti-invecchiamento viene immediata l’associazione al concetto estetico dell’invecchiare, pochi si soffermano a pensare che invecchiare bene ed in salute si traduce anche in un benessere psico-fisico che si può percepire anche esteriormente. Essere giovani non è semplicemente una questione estetica, ma principalmente mentale. Chi è in grado di curare la propria alimentazione, attraverso uno stile di vita idoneo al proprio corpo visto come un’unica entità psico-fisica e utilizza rimedi naturali, si mantiene giovane anche internamente, e impara ad accettare se stesso ed il trascorrere del tempo. Il punto focale è costituito dal nutrizionista che attraverso l’impiego di specifici test a disposizione sarà in grado di elaborare non solo una alimentazione estremamente personalizzata ma anche precise indicazioni di integrazione naturale e di trattamenti cosmetici mirati ed individuali.

Con il passare degli anni, la nostra pelle va incontro a modificazioni a livello cellulare e strutturale che si traducono in un progressivo e lento mutamento dell’aspetto esteriore. La cute, più di altri organi, risente dell’effetto del tempo. L’esposizione solare, l’inquinamento, gli sbalzi di temperatura, lo stress, le variazioni ormonali, ad esempio, sono tutti fattori che ne influenzano il cambiamento. ll progressivo mutamento dell’ aspetto esteriore ha origine in profondità, a livello del derma, dove si assiste ad una graduale degenerazione della matrice di sostegno del tessuto connettivo, mentre, in superficie, si manifestano dapprima problemi estetici come secchezza, disidratazione, comparsa di rughe per arrivare infine a rilassamento cutaneo con alterazione dell’architettura del viso. L’invecchiamento progressivo della pelle ha acquisito sempre maggiore interesse, non solo per motivazioni di natura estetica, ma soprattutto perché rappresenta una “finestra” per poter controllare lo stato di salute. Infatti, mentre i segni dell’invecchiamento degli organi interni non sono visibili ad occhio nudo, la pelle permette di seguire visibilmente i segni evidenti della tempo che passa. Studi di genetica di nutrizione hanno inoltre chiarito i meccanismi molecolari alla base di questa stretta relazione tra i nutrienti e l’invecchiamento. Infatti, i nutrienti, contenuti nei diversi alimenti, sono in grado di influenzare l’espressione dei nostri geni, cioè “accendere” o “spegnere” specifiche sequenze sul nostro DNA. Tali studi hanno portato oggi a conoscere gli alimenti che possono contribuire sia positivamente, sia negativamente, a determinare l’invecchiamento.

IDRATAZIONE DELLA PELLE
Una cute eudermica, cioè in equilibrio, deve contenere la quantità giusta di acqua e un’adeguata struttura. Alcuni geni sono direttamente associati a ridotte capacità d’idratazione della pelle con una consegente perdita sia in elasticità sia in tonicità.

ALTERAZIONI DELL’ELASTICITA’ DELLA PELLE
Il progressivo mutamento dell’aspetto ha origine in profondità, a livello del derma, dove si assiste a una graduale degenerazione della matrice di sostegno del tessuto connettivo, mentre in superficie si manifestano dapprima problemi estetici come secchezza, disidratazione, comparsa di rughe per arrivare infine a rilassamento cutaneo con alterazione dell’architettura del viso.

STRESS OSSIDATIVO E INVECCHIAMENTO
Con l’invecchiamento, si osserva una diminuzione fisiologica dei meccanismi di difesa nei confronti dei radicali liberi. Anche in questo caso il test genetico ci aiuta a capire se il nostro sistema antiossidante funziona correttamente. In caso di positività è importante integrare le adeguate quantità di antiossidanti o tramite la dieta o tramite l’utilizzo di prodotti specifici.

SENSIBILITA’ AL SOLE
Diversi studi dimostrano che mutazioni in un gene specifico, che si traducono in una ridotta sintesi di melanina, possono fortemente promuovere i processi d’invecchiamento indotto da raggi ultravioletti. Per ostacolare o ritardare la comparsa dei segni del foto-invecchiamento è utile assumere con la dieta nutrienti che svolgano un’azione antiossidante protettiva nei confronti dei radicali liberi prodotti.

INFIAMMAZIONE E INVECCHIAMENTO
Lo stato infiammatorio gioca un ruolo chiave nel mantenimento della pelle giovane e sana. Uno stato infiammatorio cronico determina la perdita dell’equilibrio fisiologico che si traduce con la comparsa precoce dei segni del tempo. Conoscere i meccanismi che possono portare all’attivazione di uno stato infiammatorio rappresenta uno step fondamentale per la prevenzione e il trattamento dei disturbi correlati.

IL RUOLO DELLA VITAMINA D
La Vitamina D gioca un ruolo chiave in numerosi processi biochimici del nostro corpo tra cui nel mantenimento dell’equilibrio della pelle. Numerosi studi hanno dimostrato il suo ruolo chiave nella citoprotezione delle cellule della pelle esercitato a diversi livelli. Attraverso un test genetico è possibile andare ad analizzare la presenza o meno di quei polimorfismi che alterano la regolazione del metabolismo della Vitamina D.

L’IMPORTANZA DELL’ACIDO FOLICO
E’ stato identificato un polimorfismo genetico responsabile dell’aumento dei livelli di omocisteina. Tale polimorfismo sembrerebbe essere una delle cause più importanti dell’aumento dei livelli sierici di omocisteina che influenza l’insorgenza di tutti i disturbi legati all’accumulo di questo amminoacido e quindi anche all’invecchiamento. Il test genetico ci permette di valutare l’attività dell’enzima correlato ai livelli di acido folico nel sangue e quindi di prevenire una carenza di vitamina B9.

ADIPOSITA’ LOCALIZZATA
Recenti studi hanno dimostrato che la presenza di un polimorfismo provoca un aumento dei livelli di espressione del gene negli adipociti con una conseguente riduzione di espressione di adipochine e un aumento della risposta infiammatoria. Conoscere il profilo genetico può, così, essere di aiuto per impostare trattamenti cosmetici personalizzati per contrastare l’adiposità localizzata ed ottenere risultati estetici nel modo più naturale possibile.

Pannello analisi effettuate


Esempio referto, lista alimenti e dieta