DNA e Psiche


La depressione non è una “malattia mentale” ma una vera e propria patologia (Jamie Flexman) che si può prevenire e curare. Chi non ha mai sofferto di depressione o di disturbi dell’umore difficilmente potrà capire come ci si sente. La depressione è subdola, arriva all’improvviso quando meno te lo aspetti e cambia totalmente la tua vita, il tuo modo di essere e di rapportarti al mondo esterno. La depressione, e i disturbi dell’umore in genere, possono avere varia origine tra cui quella genetica: si nasce geneticamente predisposti. Questo che sembra un destino “inevitabile” può essere affrontato e corretto.

E’ possibile oggi riappropriarsi della propria vita, tornare a porsi obiettivi e ad avere aspettative, affrontare dolori e sconfitte, in una parola: tornare a vivere. E tutto questo solo attraverso la conoscenza del proprio DNA e assumendo i nutrienti più adatti alla propria genetica.  La depressione è una malattia complessa, nella cui genesi si sovrappongono più fattori, alcuni di origine genetica altri di tipo ambientale. La malattia si può manifestare con livelli di gravità e risposta alle terapie molto differenti, tanto che da molto tempo di discute se si tratti di una patologia unica o di un gruppo di patologie dalla sintomatologia in buona parte sovrapponibile. La forma di depressione in cui la componente genetica appare più spiccata è il disturbo depressivo maggiore.

RISPOSTA FARMACOLOGICA E PREDISPOSIZIONE:

In questi ultimi anni diversi polimorfismi sono stati associati alla predisposizione verso le sindromi depressive, due tra questi sono stati validati tramite ampi studi di popolazione. Il polimorfismo del gene LHPP  interagisce in maniera molto stretta con l’asse dei recettori per la serotonina e per questo rappresenta uno dei fattori maggiormente coinvolti nella predisposizione genetica verso questa patologia. La proteina prodotta dal gene BDNF è coinvolta nella sopravvivenza, sviluppo e funzionalità dei neuroni del sistema nervoso centrale e periferico. Il suo corretto funzionamento garantisce un’azione “anti depressiva” mentre un singolo polimorfismo si associa sia a disordini neuropsichiatrici che alla depressione ma anche ad una ridotta risposta ai farmaci antidepressivi.

ASSETTO LIPIDICO

L’apolipoproteina E (APO E) è un importante trasportatore di colesterolo, la cui funzione è anche quella di riparare le lesioni a livello cerebrale. I soggetti che esprimono un determinato polimorfismo hanno una maggiore predisposizione all’insorgenza della malattia di Alzheimer con una sua più rapida progressione e un maggiore rischio di soffrire di depressione soprattutto nella seconda parte della vita. Una correzione di questo polimorfismo può rallentare l’insorgenza e/o la progressione di queste patologie così invalidanti.

ASSETTO VITAMINICO

E’ ormai dimostrato che sia l’Acido folico che la vitamina D sono strettamente correlati con la sindrome depressiva. L’acido folico, è un componente importante della catena che porta alla sintesi della serotonina. Esiste una relazione di tipo triangolare tra espressione di un determinato polimorfismo del gene MTHFR, livelli di acido folico e depressione: più bassi sono livelli di acido folico maggiore è il rischio di depressione. Anche un lieve aumento di acido folico comporta una significativa riduzione della probabilità di insorgenza della patologia depressiva, si  osserva infatti  che può essere utile fornire un supplemento di questo importante micronutriente, oltre alla dieta, per aumentare in maniera significativa la sintesi di serotonina.

Tra i molteplici ruoli svolti dalla Vitamina D c’è anche quello di essere un regolatore chiave nella sintesi di serotonina, azione svolta tramite l’intervento del gene TPH2 che in sua presenza viene attivato. L’attivazione del gene TPH2 fa si che il triptofano venga convertito in serotonina a livello cerebrale. Da questo si comprende come una corretta concentrazione di Vitamina D sia indispensabile per la corretta produzione di serotonina e quindi per la prevenzione e bio-terapia della patologia depressiva.

LA SEROTONINA ED I RECETTORI

Il corretto trasporto della serotonina ed il corretto funzionamento dei suoi recettori sono fattori chiave nella prevenzione e/o terapia delle patologie depressive. Il gene per il trasportatore della serotonina SLC6A4 è coinvolto direttamente nella risposta alla farmacoterapia così come le varie componenti recettoriale. Un buon funzionamento dell’asse trasportatore-recettori della serotonina è indispensabile quale fattore preventivo e per una adeguata risposta alle bio-molecole utilizzate nella terapia alternativa per le sindromi depressive.

Pannello analisi effettuate


Esempio di referto DNA e Psiche