Pannello Geriatrico


La conoscenza del DNA può fornire indicazioni indispensabili per accompagnare l’anziano verso un invecchiamento fisiologico in condizioni di benessere, attraverso la scelta degli alimenti più adatti alla genetica individuale. Adottare opportuni cambiamenti del proprio regime alimentare e stile di vita permetterà di tenere sotto controllo l’espressione di queste predisposizioni genetiche nella maniera più semplice ed efficace prima che incidano sul benessere individuale nelle varie tappe del processo di invecchiamento.

INTOLLERANZA GENETICA AL LATTOSIO
I sintomi dell’intolleranza al lattosio sono tantissimi e tutti diversi tra loro. Aumenta sensibilmente anche lo stato infiammatorio generalizzato di natura non genetica (aumento della concentrazione di citochine pro-infiammatorie). Nota ormai l’interazione con i geni IGF1 e mTORC1 (entrambi coinvolti nel processo pre-neoplastico di cr mammella e prostata).

POLIMORFISMO DEL GENE MTHFR
Correlato a tantissime condizioni, la più studiata è sicuramente la predisposizione a patologie cardiovascolari ma anche demenza senile e depressione. VDR (FokI, BsmI, TaqI, ApaI, Cdx2) Tutti i polimorfismi del recettore della Vitamina D concorrono alle stesse condizioni. Difetti recettoriali comportano diminuzione dei livelli del metabolita finale di questa vitamina. Per quanto riguarda le predisposizioni sono stati validati per: osteoporosi, varie forme di neoplasie, Parkinson, parodontite, sindrome metabolica.

IL6/TNF-alfa
Stato infiammatorio generalizzato di origine genetica. L’equilibrio tra le proteine sintetizzate da questi 2 geni concorre a mantenere uno stato di “auto-difesa” verso i processi infiammatori. La presenza di polimorfismi a questo livello altera l’equilibrio a favore dell’insorgenza di uno stato infiammatorio “cronico”. Spesso positivi in soggetti con patologie come artrite reumatoide e simili.

SOD3
Un polimorfismo a questo livello contribuisce a impedire una corretta risposta verso lo stress ossidativo (rimozione dei radicali liberi). APOE Polimorfismo correlato con: predisposizione all’Alzheimer, dislipidemie, sindromi depressive della terza età, osteoporosi. La sua azione è ancora più incisiva se espresso insieme ai polimorfismi del VDR.

ZC3HC1
Metabolismo dello Zn associato a cardiopatie / ipertensione / artrite reumatoide. Il polimorfismo agisce direttamente sugli Zn-finger che interagendo con il DNA condizionano a vari livelli l’espressione genica. SLC6A4 Polimorfismo coinvolto nella determinazione di elevati livelli sierici di acido urico con aumento di rischio di insorgenza di condizioni pro-infiammatorie, artropatie e alto rischio di morbilità e mortalità cardiovascolare. Questo polimorfismo è stato validato da studi di popolazione fatti tutti in Italia da un gruppo di ricerca di Baltimora. (in particolare in Toscana, zona del Chianti, e Sardegna).

TOMM40
Polimorfismo fortemente associato ad aumentato rischio di insorgenza di Alzheimer. E’ anche un fattore di rischio cardiovascolare e di dislipidemie, del declino cognitivo nella terza età e della degenerazione della macula correlata all’età (se espresso in omozigosi GG). Viene chiamato il “polimorfismo della longevità”.

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