Rimozione dell’acido lattico e MCT-1


L’attività fisica, richiede molta energia (ATP) e il nostro organismo utilizza tre meccanismi per rigenerarla:

  1. Meccanismo anaerobico alattacido
  2. Meccanismo anaerobico lattacido
  3. Meccanismo aerobico

Il sistema anaerobico alattacido è il primo sistema energetico che entra in funzione durante lo sforzo muscolare, appena le poche scorte di ATP si esauriscono. L’energia si produce attraverso le scorte di Creatina Fosfato (CP) che, per mezzo di una reazione chimica catalizzata dall’enzima Creatinfosfochinasi (CPK), cede un gruppo fosforico all’ADP, generando ATP. Questo meccanismo non sfrutta ossigeno e non produce acido lattico, ma offre energia immediata di breve durata (dura solo 10 secondi dall’inizio della prestazione sportiva). Infatti è il meccanismo usato durante il sollevamento di pesi, il salto, lo sprint, gli sport di lancio. Il sistema anaerobico lattacido entra in funzione nel momento in cui il sistema alattacido si esaurisce (dopo 10-20 secondi dalla prestazione sportiva), oppure nei momenti in cui, durante una prestazione di resistenza elevata, la richiesta di O2 diventa superiore alla disponibilità. Questo meccanismo produce energia senza la necessità di O2, ma utilizza, attraverso la glicolisi anaerobica, il glucosio, il quale in seguito verrà degradato in acido piruvico, a sua volta trasformato in acido lattico. L’energia così prodotta dura circa 2 minuti, perché è limitata dalla velocità di produzione di acido lattico, ovvero se viene prodotto in quantità elevate, l’acido lattico non viene smaltito regolarmente determinando un aumento di acidità nelle cellule che porta ad inibire, o addirittura a bloccare, la contrazione muscolare (senso di fatica). Infatti questo meccanismo entra in funzione dopo uno scatto o una corsa di resistenza. Il sistema aerobico è l’unico meccanismo che garantisce energia per tempi lunghi (sopra i 3 minuti circa) e lo fa attraverso l’utilizzo di carboidrati, grassi e proteine: inizialmente utilizza i carboidrati, poi se lo sforzo continua nel tempo e nell’intensità (medio/bassa), utilizza i grassi di deposito ed infine le proteine. Per trasformare tali substrati in energia, necessita di O2, ecco perché si chiama aerobico. E’ il meccanismo utilizzato durante una corsa lenta. I sistemi energetici appena descritti non funzionano come interruttori, ma lavorano in congiunzione fra loro, spesso sovrapponendosi.

L’acido lattico è un acido carbossilico prodotto a partire dall’acido piruvico, reazione catalizzata dalla lattato deidrogenasi (LD), durante il meccanismo anaerobico lattacido. Una volta prodotto si dissocia quasi interamente in due ioni, lo ione lattato e lo ione idronio (H+), aumentando l’acidità cellulare e determinando il senso di fatica (si richiede più ossigeno al livello delle fibre). Infatti l’acido lattico è un composto tossico per il nostro organismo e perciò deve essere smaltito attraverso la sua riconversione, al livello del fegato, in glucosio e, al livello del cuore, verrà metabolizzato a scopo energetico. Il lattato non è, però, in grado di attraversare la membrana cellulare per essere smaltito, perciò ha bisogno di trasportatori, i quali fanno parte della famiglia delle proteine trasportatrici chiamate Monocarbossilate Trasporter (MCT). Al livello muscolare parliamo, in particolare, di due proteine: MCT1 e MCT4, codificate rispettivamente dal gene SLC16A1 e SLC16A4; MCT1 è espressa soltanto nelle fibre bianche, mentre MCT4 in tutte le fibre muscolari. La differenza tra le due proteine è la loro regolazione e non la loro struttura, infatti rispondono in modo diverso agli stimoli elettrici cronici. La capacità di smaltimento dell’acido lattico può essere aumentata attraverso l’allenamento.

Il ruolo di MCT1 nello sport
Gli studi a riguardo sono un po’ contrastanti tra loro a causa della non sovrapposizione delle condizioni sperimentali (tipo di esercizio, la misurazione, ecc.), ma sembra che dopo l’esercizio fisico intenso si abbia un aumento dell’espressione degli MCT con conseguente abbassamento dei livelli di lattato nel sangue. In particolare MCT1 cattura il lattato dai miociti, dove l’MCT4 lo espelle nel sangue. Quindi dall’attività di MCT1 dipende una miglior o peggior resistenza alla fatica. Uno studio del 2014 ha dimostrato, inoltre, che il polimorfismo rs1049434 sul gene MCT1 influenza il trasporto del lattato: la presenza dell’allele T riduce il trasporto di lattato, aumentandone i livelli nel sangue. Gli ultimi studi associano una maggior presenza del genotipo TT negli atleti di sprint e di potenza, rispetto a quelli di endurance.

Integrazione per smaltire l’acido lattico negli sportivi
L’acido lattico viene tamponato, nel nostro organismo, dal bicarbonato di sodio. Per questo motivo è consigliata un’alimentazione ricca di cibi alcalinizzanti oppure un’integrazione di 0.4g/Kg corporeo di capsule contenenti bicarbonato di sodio, da distribuire in 5 volte (90,80,70,60 e 50 min prima dell’esercizio fisico).

Perché eseguire un test genetico per MCT-1?
Il test genetico ci permette di capire se il nostro metabolismo è in grado di smaltire più o meno velocemente l’acido lattico. In caso di positività al test è essenziale seguire un alimentazione ricca di cibi alcalinizzanti, in modo da aiutare il nostro organismo a tamponare l’acidità prodotta.

Statistiche sulle nostre analisi


  • Negativo (T/T)
  • Positivo (A/T)
  • Positivo (A/A)

Smaltimento dell’acido lattico