Sensibilità al sole e fotoinvecchiamento


La pelle umana, come tutti gli altri organi, con l’avanzare dell’età va incontro a un processo d’invecchiamento cronologico. A differenza di altri organi, la pelle è a diretto contatto con l’ambiente esterno per cui risente anche di tutta una serie di fattori d’invecchiamento estrinseci tra cui, il più importante è rappresentato dalle radiazioni UV del sole. Questo processo, definito foto-invecchiamento, come l’invecchiamento cronologico, è un processo cumulativo. Tuttavia, a differenza di quello cronologico, il foto-invecchiamento, dipende principalmente dal grado di esposizione solare e dalla pigmentazione della pelle.Durante l’ultimo decennio, sono stati compiuti notevoli progressi nella comprensione dei meccanismi cellulari e molecolari che determinano il foto-invecchiamento.

Come il sole causa foto-invecchiamento?
La luce UV penetra nella pelle ed a seconda della sua lunghezza d’onda, interagisce con le cellule differenti che si trovano a diverse profondità. Luce UV con lunghezze d’onda più corte (UVB, 280-320 nm) è per lo più assorbita nell’epidermide e colpisce prevalentemente le cellule epidermiche, vale a direcheratinociti. La luce UV di lunghezza d’onda più lunga (UVA 320-400 nm) penetra più in profondità e questo determina una sua interazione sia con i cheratinociti dell’epidermide ma anche con i fibroblasti dermici.Una volta che gli UV raggiungono le cellule della pelle, le diverse lunghezze d’onda esercitano i loro effetti specifici. Gli UVA agiscono, per lo più, indirettamente attraverso le specie reattive dell’ossigeno (ROS). In questo modo si attiva una cascata di eventi quali, per esempio, la perossidazione lipidica, l’attivazione di numerosi fattori di trascrizione, e la rottura della doppia elica di DNA. Gli UVB portano anch’essi alla produzione di ROS, tuttavia il loro meccanismo d’azione principale è quello di indurre danno diretto al DNA.

Foto-invecchiamento della pelle: UVB e UVA  

Il ruolo della melanina
La melanina è un pigmento della pelle che assorbe luce UV e protegge quindi le cellule dagli effetti dannosi dell’esposizione ai raggi solari. Ciò spiega il motivo per cui individui con una pelle scura a causa della presenza di melanina, mostrano pelle segni clinici di foto-invecchiamento molto più tardivamente rispetto a individui con pelle chiara. Il meccanismo attraverso il quale la melanina protegge dal danno della radiazione UV è certamente complesso e riguarda non solo l’assorbimento della radiazione, ma riguarda anche la natura di radicale libero stabile posseduta dalla melanina stessa. E’ stato, infatti, dimostrato che la radiazione UV, produce maggiori quantità di radicali liberi reattivi nella pelle chiara che in quella pigmentata (circa il 50%).Si suppone che la melanina svolga la sua azione protettiva nei confronti della pelle umana attraverso diversi meccanismi:

  • Diffusione della luce

I granuli di melanina, distribuiti sia nello strato corneo sia negli strati vitali dell’epidermide, possono attenuare l’impatto sia della radiazione sia quello diretto dei fotoni sui nuclei.

  • Assorbimento dell’energia radiante e sua dissipazione sotto forma di calore

La melanina assorbe una quota significativa dell’energia radiante incidente e, dissipandola sotto forma di calore, meno nocivo, protegge le cellule viventi della cute contro l’insulto radiante

  • Produzione di radicali liberi protettivi

La localizzazione perinucleare della melanina nelle cellule dell’epidermide e il potenziale di ossidoriduzione che può operare nel polimero melanico, permette ai granuli di pigmento di assorbire l’energia radiante prima che possa raggiungere i nuclei delle cellule, proteggendo così le cellule vitali dall’inattivazione che conseguirebbe all’azione dei fotoni ad alta energia. Durante questo processo di assorbimento, l’ossidazione è a carico della melanina attraverso la formazione di radicali liberi.L’ormone melanotropo (MSH- Melanocyte Stimulating Hormone) è un ormone che prodotto nella parte intermedia dell’ipofisi, e agisce sui melanociti cutanei, inducendo la sintesi della melanina e della pigmentazione cutanea, influenzandone l’attività. La sua secrezione è correlata a quella dell’ormone adenocorticotropo.Sono finora stati identificati cinque tipi di recettori sui quali agisce l’MSH (MC1R – MC5R) i quali sono espressi in tessuti diversi e espletano funzioni diverse.

 

Recettore Funzione
MC1R Pigmentazione e l’infiammazione
MC2R Steroidogenesi
MC3R Omeostasi energetica, comportamento sessuale
MC4R Regolazione dell’appetito
MC5R Funzioni esocrine

 

MC1R: pigmentazione e sensibilità al sole
L’ormone MSH stimola la produzione e il rilascio di melanina (melanogenesi) da parte dei melanociti nella pelle e nei capelli grazie al legame con il recettore MC1R. Gli effetti del legame dell’MSH con i suoi recettore MC1R, espresso normalmente sui melanociti, infatti, porta all’attivazione di una via di segnalazione intracellulare che coinvolge il calcio come secondo messaggero; provocando la sintesi di melanina da parte dei melanociti in risposta, soprattutto, ai raggi UVA. Oltre ai melanociti MC1R è espresso in altri tessuti come nelle ghiandole cutanee, follicolo pilifero, testicolo, ipofisi e nelle cellule infiammate.Numerosi studi evidenziano il ruolo chiave che il gene codificante per MC1R svolge nel foto-invecchiamento. Mutazioni, infatti, del gene che codifica per MC1R possono fortemente promuovere il processo di foto-invecchiamento. Ed anche i polimorfismi presenti in questo gene sembrano essere fattori che aggravano in modo severo il processo d’invecchiamento indotto dalla radiazione solare.

Integrazione per ridurre la sensibilità al sole
Per ostacolare o ritardare la comparsa dei segni del foto-invecchiamento è utile assumere con la dieta, nutrienti che svolgano un’azione antiossidante per esempio alimenti ricchi di Vitamina C, di Vitamina E di Vitamina A, omega-3 ed omega-6 ed una azione anti-infiammatoria (come per esempio olio di oliva, la cipolla rossa, la curcuma, il riso integrale, frutti rossi, tè verde). I radicali liberi, prodotti durante questo processo sono maggiormente responsabili dell’invecchiamento precoce che si verifica in seguito all’esposizione ai raggi solari.In caso di scarso apporto di questi nutrienti è possibile usare degli integratori naturali di Vitamina C (1g/d) in sinergismo con la Vitamina E (20mg/d). Altri integratori che possono influire positivamente sulla protezione nei confronti di un ipersensibilità solare sono gli omega-3 (dai 500 ai 1500 mg/d), i flavonoidi (500mg/d) la Luteina(10mg/d) in sinergismo con Zeaxantina (2mg/d) come anche l’assunzione di gel di Aloe vera (3000mg/d) e 4-5 bicchieri il giorno di tè verde (o EGCG (300mg/d)) sembrano ridurre notevolmente gli effetti del foto-invecchiamento.

Perché eseguire un test per la sensibilità al sole
Prevenire l’invecchiamento cutaneo ed avere una pelle dall’aspetto giovane anche durante la terza età dipende sia da fattori ambientali ma ha anche una forte composizione genetica. La sensibilità al sole, come detto sopra, è direttamente correlata alla pigmentazione della pelle. Individui con una pelle scura mostrano segni di foto-invecchiamento molto più tardivamente rispetto a individui con pelle chiara e ciò è dovuto alla produzione di diverse quantità di melanina. Essendo la sintesi di melanina direttamente correlata al recettore MC1R per ormone MSH, polimorfismi nel gene MC1R si correlano direttamente a una diversa quantità di melanina sintetizzata che, quindi, predispone per una sensibilità diversa alla radiazione ultravioletta.

Bibliografia

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