Screening dello stato infiammatorio


Le citochine sono una famiglia comprendente polipeptidi o proteine, infatti includono interleuchine, interferoni, fattori di crescita, chemochine e fattori di necrosi tumorale. Le citochine possono mediare le comunicazioni intracellulari sia al livello locale che sistemico e l’effetto di esse dipende dal target cellulare su cui agiscono, dalla presenza e dalla concentrazione di altre citochine in sinergia tra loro, le quali a loro volta possono indurre o sopprimere (in modo autocrino, paracrino o endocrino) la loro stessa sintesi o la sintesi di altre citochine.

In generale esplicano la loro funzione in due fasi:

  1. Si legano al recettore specifico espresso dalla cellula
  2. Mediano la trasduzione di segnali attraverso diversi messaggi intracellulari e fattori di trascrizione.

Il ruolo principale delle citochine è la regolazione delle funzioni immunitarie, ma sono coinvolte anche nella proliferazione, migrazione, sopravvivenza e apoptosi delle cellule, giocando un ruolo fondamentale nel controllo dell’omeostasi di vari tessuti, organi e sistemi, e nei processi infiammatori. Cinquanta anni fa è stata dimostrata una correlazione tra citochine e muscolo scheletrico: l’esercizio fisico di endurance induce una cascata biochimica in cui sono coinvolte diverse citochine. Questa scoperta ha portato gli studiosi a ricercare legami tra citochine ed esercizio fisico. L’intenso esercizio fisico può aumentare il rischio di infiammazione con la necessità di incrementare i composti bioattivi anti-infiammatori presenti nella dieta. Un processo infiammatorio può scatenarsi anche in condizione di intenso allenamento. La citochina TNF-α ha una nota azione pro-infiammatoria mentre l’IL-6 è in grado di svolgere un ruolo sia pro che anti-infiammatorio. Le citochine prodotte durante l’esercizio fisico differiscono da quelle presenti in seguito ad infezioni. Il fatto che le classiche citochine pro infiammatorie, TNF-α e IL-1ß, in generale non aumentino con l’esercizio indica che la cascata di citochine indotta dall’esercizio fisico differisce da quella indotta da una comune infezione. La prima citochina rilasciata nel torrente circolatorio, durante l’esercizio fisico, è l’IL-6. I suoi livelli circolanti aumentano in modo esponenziale (100 volte di più) in risposta all’esercizio, e diminuiscono nel periodo post esercizio. Un regolare esercizio fisico genera quindi una complessa risposta anti-infiammatoria che si esplica attraverso la produzione di una citochina importante come l’IL-6, la quale è in grado di inibire la sintesi di TNF-α citochina nota per la sua azione pro-infiammatoria. Il mantenimento del complesso equilibrio di sintesi e inibizione di citochine pro e anti infiammatorie risulta fondamentale per una ottimale performance sportiva. La presenza di determinati polimorfismi a livello sia del gene IL6 che del TNF- α comporta l’alterazione di questo complesso equilibrio con conseguente attivazione di processi infiammatori. Quando prodotta dalle cellule muscolari IL-6 è definita miochina e svolge un ruolo anti-infiammatorio in risposta alla contrazione muscolare. In particolare IL-6 aumenta durante l’esercizio fisico proprio per mobilizzare i substrati extracellulari e/o aumentare l’apporto di sostanze nutritive al muscolo, agendo da antagonista a TNF-α stimolando la produzione di IL-1ra e IL-10.

TNF-α è una citochina coinvolta nell’infiammazione sistemica e agisce da pro-infiammatore; è prodotta principalmente da macrofagi, ma anche da cellule linfoidi, mastociti, cellule endoteliali, fibroblasti e cellule nervose. Agisce su numerosi organi e sistemi, assieme all’IL-6. Recenti studi, hanno dimostrato che la presenza di alcuni polimorfismi provoca un’alterata risposta infiammatoria, perdendo così la fine regolazione biochimica. Questo comporta una “reazione avversa” all’esercizio fisico intenso, con conseguente rischio di infortuni e peggioramento della performance sportiva.

IL TNFalfa NEL PANNELLO DNA E SPORT
Nel corso degli anni novanta un gruppo di ricerca danese dimostrò che l’esercizio fisico induceva le cellule muscolari, i cosiddetti miociti, a produrre delle citochine che presero il nome di miochine. In particolare l’attenzione venne focalizzata sull’ IL-6 (Interleuchina 6) ed il TNF-α (Fattore di Necrosi Tumorale) in grado di regolarsi in maniera reciproca. TNF-α: è una citochina prodotta da diverse cellule e svolge un ruolo complesso perché si attiva per ragioni diverse, dall’infezione, alla presenza di cellule tumorali o in patologie demielinizzanti come la Sclerosi Multipla. Ha un’azione pro-infiammatoria ed è prodotta principalmente dai macrofagi, ma anche dalle cellule linfoidi, mastociti, cellule endoteliali, fibroblasti e cellule nervose. Il test genetico valuta la capacità del nostro organismo di reagire ad uno sforzo e quindi di regolare la risposta infiammatoria. Infatti, recenti studi, hanno dimostrato che la presenza di alcuni polimorfismi provoca un’alterata risposta infiammatoria, perdendo così la fine regolazione biochimica. Questo comporta una reazione avversa all’esercizio fisico intenso, con conseguente rischio di infortuni e peggioramento della performance sportiva.

IL TNFalfa NEL PANNELLO DNA E ANTI-INVECCHIAMENTO
L’infiammazione e il conseguente accumulo delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) gioca un ruolo fondamentale nell’invecchiamento intrinseco e nel foto-invecchiamento. I danni ambientali come i raggi UV, il fumo di sigaretta, gli inquinanti e il normale processo d’invecchiamento, contribuiscono alla generazione di radicali liberi e ROS che stimolano il processo infiammatorio nella pelle. L’irraggiamento con raggi UV inizia, ed attiva, una complessa cascata di reazioni biochimiche nella pelle. Gli effetti dei che i raggi UV producono sulla pelle umana, sono ben noti. Lo stato d’infiammazione cronica, che viene a instaurarsi a livello dermico ed epidermico, ha come effetto finale la completa disgregazione del tessuto e quindi la comparsa dei segni del tempo tipici del foto-invecchiamento. Un ruolo chiave in questo processo è svolto dal fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α). La sovraespressione del TNF-α da parte dei cheratinociti e fibroblasti dermici è, infatti, un meccanismo di risposta precoce all’irraggiamento con UVB e rappresenta uno step chiave nell’attivazione della cascata infiammatoria della pelle.  Oltre alla funzione che questo fattore svolge nel foto-invecchiamento e nelle patologie della pelle è stato descritto anche un suo coinvolgimento nella comparsa di cellulite, nell’accumulo di grasso corporeo e nell’obesità. Nell’individuo obeso si osserva una sovraespressione di TNF-α che suggerisce un ruolo di questo fattore nel mediare le funzioni degli adipociti. Lo stato infiammatorio gioca un ruolo chiave nel mantenimento della pelle giovane e sana. L’attivazione di uno stato infiammatorio cronico determina, come effetto finale, la perdita dell’equilibrio fisiologico che si traduce con la comparsa precoce dei segni del tempo e di inestetismi cutanei come la cellulite. Conoscere i meccanismi regolatori che possono portare all’attivazione di uno stato infiammatorio prolungato può rappresentare uno step fondamentale per la prevenzione e il trattamento dei disturbi correlati.

Statistiche sulle nostre analisi


  • Negativo
  • Positivo (IL6)
  • Positivo (TNFalfa)
  • Positivo (IL6 + TNFalfa)

Interazioni di IL6 e TNFalfa